BAGNO DI NOZZE
ovvero La sposa numero 13
di Giampiero Pizzol e Angelo Savelli
con Giampiero Pizzol, Giampiero Bartolini e Daniela Piccari
regia Angelo Savelli
aiuto regia Andrea Bruno
scene e costumi Mirco Rocchi - realizzazione scene Iselmo Milandri
elaborazione musicale Marco Versari
voci Davide Menghi e Giovanna Crispino
tecnico audio e luci Andrea Sansovini e Teodoro Bonci Del Bene
disegni Roberto Olivetti
Lo spettacolo nasce da una comune ricerca sul teatro popolare e sulla commedia all’italiana intrapresa da Angelo Savelli, regista della storica Compagnia Pupi e Fresedde e direttore del Teatro Rifredi di Firenze, di cui ricordiamo i recenti allestimenti “Gallina vecchia” con Marisa Fabbri e “Il ritorno del Turco in Italia” con i fratelli Canavacciolo, da Giampiero Pizzol, scrittore e attore romagnolo, da Giampiero Bartolini, attore e cabarettista, interprete del comicissimo igienista Athos Forbiti protagonista della precedente pièce Amamaz e da Daniela Piccari, attrice e cantante che ha recentemente portato a termine una trilogia musicale dedicata a due poeti contemporanei romagnoli: Nino Pedretti e Raffaello Baldini.
Questo allestimento sviluppa il primo lavoro sperimentale creato come teatro d’appartamento e poi portato in palcoscenico dal titolo volutamente felliniano: Amamaz, tragicomica storia di un suicidio mancato.
Ottavio Sozzi il vitellone mancato, il clown nero e degradato nato dall’estro improvvisativo di Pizzol, già noto come personaggio di cabaret, finalista alla Zanzara d’oro ‘94 e vincitore del Premio Walter Chiari, è protagonista ora di questo “delirio di nozze” giocato dai tre attori in un clima da vera e propria commedia.
Il solitario Ottavio, che da anni insegue e sospira il matrimonio, ora può finalmente coronare il suo sogno. Ma proprio all’esplodere del fatidico “Viva gli Sposi!!” si rifugia, quasi a prender
e fiato, nel bagno degli uomini, naturalmente occupato! Qui la storia subisce altre svolte, anguste come la toilette dove viene narrata. Storie di provincia quasi cecoviane, destini di piccoli uomini e piccole donne, canzonette e illusioni, equivoci e rivalità, interrotte dalle folli incursioni di una sposa infuriata che svela a poco a poco i retroscena di quelle bianchissime nozze.
La claustrofobica angustia di un bagno dove narrare una faraonica festa di nozze, diventa metafora della solitudine dei vari personaggi coinvolti e immagine delle microstorie contemporanee perse negli ipermercati della vita dove tutto è confezionato e organizzato. Ma dentro la confezione ci aspettano le sorprese!
Protagonista dello spettacolo è dunque la vena felliniana e sorprendente di una Riviera che, oltre a fornire chilometri di spiaggia e salsiccia, ombrelloni e discoteche, tonnellate di liscio e piadina, fornisce anche uno straordinario materiale all’arte comica del teatro.
durata: 1 ora e 30'