SCHEDA DIDATTICA:Una Bambina di nome Maria

una_bambina_di_nome_maria 
di Giampiero Pizzolico_foto
con Laura Aguzzoni
montaggio audio di Marco Versari
scene di Cristina Scardovi e Michele Giovanazzi


C'era una volta un re, anzi una regina senza trono, scettro nè corona; non era grande, era una bambina...




TRAMA

La storia inizia come iniziano tutte le più belle fiabe : C'era una volta un re !Naturalmente il re ci deve essere ed ecco che la narratrice della fiaba, cantando una regale canzone si mette alla ricerca di un piccolo grande sovrano che siederà sul trono. Le mani dei bambini si alzano come una selva di cespugli. Qualcuno si fa avanti e cinge la corona, si acconcia una simpatica barba bruna scatenando il divertimento generale ed è finalmente pronto a governare il Regno. Ma il popolo deve imparare ad obbedire allo scettro regale, così comincia un gioco che coinvolge musicalmente tutto il pubblico. Il regno è breve e la corona passa ora sul capo di una Regina. Sua Maestà adesso è una bambina che per regnare non ha bisogno di corona, mantello, trono, scettro. Il suo reame è una casa con un giardino, qualche albero in fiore, e uno sgabello con un piccolo libro. La bambina si chiama Maria e insieme a sua madre Anna vive in un piccolo paese sperduto nella Palestina di duemila anni fa. La vita in quei posti non poi tanto cambiata da allora. Maria potrebbe essere una qualunque bambina africana, asiatica, sudamericana o europea. Certo, a lei è successa una vicenda eccezionale : ha ricevuto la visita di un angelo ed è diventata madre di Dio, ma questo non ha fatto di lei un' altra persona. Ed ecco che dalla platea l' angioletto arriva puntuale, ha una faccia da bambino birichino e non avendo altro con sé, le porta un fiore e un saluto. Tutto accade senza clamore. Maria resta ciò che era, senza abbandonare la sua terra e la sua gente, compie i lavori di sempre senza cambiare nulla della sua semplice vita. Ma prima ancora di quell'annunciazione com'era la vita di Maria ? Giocava ? Lavorava ? Chi erano i suoi amici ? Lo spettacolo parte proprio da queste domande. La storia è una giornata in compagnia di questa bambina tra i bambini. Maria si diverte a giocare a nascondino e corre felice da una parte all' altra, poi si ferma e apre un libro. Purtroppo non sa leggere e scrivere, così ascolta le storie che i suoi genitori le raccontano e sogna i Re e le Regine, le piogge e gli arcobaleni, prega e si addormenta cullata dalla ninna nanna di sua madre. Al risveglio, il giorno del suo compleanno, riceve due piccoli regali : una cintura di stoffa e un vestito nuovo. Subito li indossa e balla contenta sulla soglia di casa. Al mattino bisogna andare in cucina a preparare da mangiare e così insieme alla mamma si mette ad impastare il pane con farina, acqua e sale . Mentre lavora canta come fanno da secoli tutte le massaie . Lo cuoce, lo assaggia e poi getta le briciole agli uccelli. Un altro lavoro faticoso svolto ancora oggi da molte donne è quello di andare al pozzo ad attingere acqua. In Palestina come in tante altre parti del mondo l' acqua si porta in una brocca sistemata sulla testa: ci vuole equilibrio e attenzione per attraversare il fiume con i piedi posati sui sassi del guado. Bisogna essere regine incoronate d' acqua. Nel deserto l' acqua è più preziosa dell'oro di una corona. Ci sono tante cose da fare per chi abita in campagna : per esempio accudire gli animali . Un vero amico per Maria è un piccolo asino a cui lei dedica un po' di tempo portandogli fieno e frutta ogni giorno. Sul dorso di quell'asino se ne andrà a Betlemme e da lì fino al lontano Egitto. La giornata sta per finire, la sera scende e con il buio si sente il canto dei grilli e si vede spuntare qualche stella nel cielo. La notte non fa paura a chi è abituato a guardare in alto verso la luce amichevole della luna e del firmamento, verso l' universo dell'Altissimo. Alla luce di una candela o attorno al fuoco, succede a volte che le donne si riuniscano a cucire e rammendare. Anche Maria ha imparato fin da bambina quel lavoro e lo svolge insieme a sua cugina Elisabetta che spesso la viene a trovare. Il mattino dopo appena sveglie, le due bambine sentono un rumore alla finestra : sono le colombe che si alzano con la luce del sole e volano intorno alla casa. Le colombe accompagnano Maria dovunque vada e la leggenda dice che sono volate in cielo con lei anche perché il cielo non è poi così lontano dalla terra. Basta poco per salire e scendere sull'altalena del vento.

TEMATICHE

I temi affrontati dallo spettacolo non sono soltanto quelli che possono essere suggeriti dalle leggende sull' infanzia di Maria fiorite intorno ai Vangeli. Quindi non ci sono pagine edificanti, miracoli, eventi profetici, ecc. Lo spettacolo non è costruito su concetti e valori astratti ma su una serie di incontri con aspetti elementari della vita. Si tratta dunque di fare esperienza della realtà e scoprirne a poco a poco il significato e la bellezza. Anzitutto il libro e la lettura. La bambina non sa leggere eppure coltiva il desiderio di imparare, ecco allora nascere l' attenzione alla parola, al racconto , alle forme e figure, ai colori e ai simboli presenti nelle cose quotidiane. A un bambino in età prescolare si può parlare di temi profondi ma questo implica una comunicazione capace di suscitare interesse alla realtà. Solo così sarà in grado di interessarsi a un libro. Poi il pane e il cibo. Un tempo in quasi tutte le case veniva cotto il pane. Questa antica tradizione offriva la possibilità di capire e imparare l' importanza degli alimenti : acqua , farina , sale sono tra le cose più semplici da utilizzare. Il pane è un alimento che contiene in sé la terra e il sole, la pioggia e il fuoco e si trova lì, a portata delle nostre mani. Si può impastare e manipolare, mangiare e sbriciolare, offrire, riporre e custodire. Quindi l' acqua, dono prezioso da non sprecare soprattutto nei luoghi in cui è più difficile trovarla come il deserto. L'acqua con cui dissetarsi e in cui specchiarsi, trasparente e pura, racchiusa nel ventre della roccia, come l' anima che sta ben nascosta al centro del nostro corpo. La casa è un altro elemento importante. La semplicissima casa qui evocata da una sola porta e da un rotondo giardino è tutto per un bambino. Un luogo dove si può sedere, parlare, dormire, mangiare è già una casa. Uno spazio familiare dove giocare e fare amicizia. Il buio e la paura rappresentano un aspetto importante dell'esperienza infantile. La scoperta della luna e delle stelle che rendono le notti benevole e non minacciose è sicuramente un passo verso la conoscenza del mondo e ancor di più lo è l'amicizia con un' altra persona con cui condividere il tempo notturno : la prossimità rende facile la parola che tesse storie e illumina l'oscurità. Gli animali sono un altro tema toccato dallo spettacolo. L' amicizia con un asino o delle colombe significa una capacità di relazione e di responsabilità nei confronti dell'altro. L'affetto non è solo ricerca di gratificazione, ma è compito, impegno, comunicazione, compagnia.

TECNICHE, LINGUAGGI, SCENOGRAFIE

Maria è una bambina. Nessuna attrice può impersonarla meglio di una bambina di oggi . Da questa ipotesi è nato lo spettacolo. Si trattava di verificare la possibilità di strutturare la rappresentazione senza una protagonista. utta la scena, i dialoghi , le azioni sono state provate in attesa di una piccola Maria che potesse di volta in volta prenderne possesso. E la bambina è arrivata, anzi le bambine , perché molte interpreti si sono alternate a indossare i panni di Maria, anche bambine di altre tradizioni religiose : islamiche, buddiste o non credenti. La religiosità non è qui fede nell'aldilà, ma piuttosto nell'aldiquà, cioè nella vita in tutta la sua pienezza. Lo spettacolo dunque cambia, sempre lo stesso e sempre diverso, piegandosi alle capacità e alle caratteristiche delle varie bambine scelte dal pubblico senza nessuna preparazione. Qualunque bambina può essere Maria. Si tratta solo di essere ciò che si è : giocare quando si gioca, mangiare quando si mangia, ballare quando si balla, ecc. Non c'è una parte definita anche se c' è una strada da percorrere e una meta a cui giungere. Qui l' attrice che interpreta Anna è una vera mamma, cioè colei che con affetto guida senza imporre, accompagna senza pretendere, aiuta a scoprire la realtà nei suoi aspetti più affascinanti. Lo stile teatrale è dunque inedito e fresco perché la rappresentazione nasce insieme ai bambini e non può esistere senza di loro. Le tecniche del teatro d' attore qui si affinano fino quasi a scomparire per far posto alla ricerca della naturalezza e della semplicità. La scena ideata e costruita da Cristina Scardovi e Michele Giovanazzi è altrettanto delicata ed essenziale : il profilo di un albero , una semplice cornice che diventa porta, finestra , pozzo, tavolo, groppa d' asinello, casa, torre , cielo stellato . Da una cesta emergono poi dei teli che indicano coi loro colori i vari ambienti dal verde giardino alla candida tenda, dallo scarlatto mantello regale all'azzurro dello sfondo. Le luci poi accentuano e disegnano i tempi accompagnando il cammino quotidiano nell' alternanza di sole mattutino e abbagliante mezzogiorno, fino al rosso del tramonto, al violetto della sera e al buio della notte . E poi, vera farina e autentica acqua, verissimo e saporitissimo pane da mangiare, sassi di pietra e non di polistirolo e per finire una vera altalena! Dunque la scena è un piccolo angolo dove fare esperienza della realtà ed evocare anche quello che si desidererebbe rendere presente : l' asino , le colombe, il deserto , le montagne, i campi in fiore. Maria qui è la porta che ci conduce alla pienezza della realtà.

MUSICHE

Le musiche curate da Marco Versari riprendono antichi canti e melodie tratte dalle portoghesi Cantigas di santa Maria, da canti della tradizione ebraica e mozarabica dedicati alla Vergine. Scegliendo tra la sterminata produzione religiosa si è privilegiata la musica popolare e non aulica per restare anche in questo campo su un piano di realismo e di estrema semplicità. Oltre alla musica nello spettacolo si sentono anche i suoni e i rumori : il canto notturno dei grilli e il cinguettare dei fringuelli, il frinire delle cicale, i lontani richiami dei pastori, ecc

LA STORIA DELLO SPETTACOLO

Lo spettacolo, allestito nel 2006, è nato dalla collaborazione con l' associazione Amici del Pellicano di Bologna per la preparazione della annuale Festa dei bambini . La scommessa è stata quella di ripercorrere insieme alla piccola Maria , il sentiero che tutti i bambini seguono nella loro personale esperienza elementare del mondo che li circonda . Cos'è l' acqua ? Come nasce il pane ? Cosa vuole dire giocare o raccontare ? Si può cantare mentre si lavora ? L' amicizia aiuta a superare la paura ? Come finisce la nostra vita sulla terra ? La collaborazione con i pittori e illustratori Arcadio Lobato e Anna Casaburi attraverso l' esperienza della bottega del libro e la creazione di alcune storie ispirate alla vita di Maria e pubblicate a puntate sulla rivista Piccole Tracce è stata preziosa per approfondire i temi e le immagini che poi hanno dato vita alla rappresentazione.

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